Rimborsopoli, le reazioni della Politica

gdf carte controlli

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CATANZARO – Mario Oliverio «deve dimmetersi subito. Egli ha difeso a oltranza e senza riserve morali la nomina di Antonino De Gaetano, anche col silenzio tombale tenuto nella sua recente audizione in Antimafia». Così si esprimono i parlamentari del Movimento Cinque Stelle calabresi, Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela, Federica Dieni e Riccardo Nuti, quest’ultimo componente della commissione Antimafia, dopo la notizia dello tsunami giudiziario che ha investito il consiglio regionale della Calabria e l’assessore regionale Antonino De Gaetano, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Reggio Calabria sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari. «Nonostante destinatario di tre informative e di una richiesta di arresto per presunto appoggio elettorale dalla ‘ndrangheta, De Gaetano – proseguono i parlamentari M5s – è stato mantenuto al suo posto da Oliverio, che non ha voluto ascoltare nessuno. Pertanto l’allora ministro Maria Carmela Lanzetta rifiutò di entrare nella giunta regionale». In Calabria – continuano i pentastellati – «le istituzioni sono fortemente inquinate e ciò ne causa l’arretratezza. Dunque, come raccomandava Paolo Borsellino, la politica non deve attendere le sentenze della magistratura per allontanare amministratori su cui gravano forti sospetti». La vicenda giudiziaria di stamane apre una «questione morale gigantesca tutta interna al Pd, che noi avevamo già denunciato con chiarezza in commissione Antimafia, nell’indifferenza complice del presidente, Rosy Bindi. Adesso il segretario del Pd Matteo Renzi si assuma le sue responsabilità e cacci Oliverio».

Per Iole Santelli di Forza Italia l’operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, scattata all’alba di oggi, «complica una situazione politica già fortemente compromessa in Calabria. Questa tempesta obbliga ad una riflessione complessiva sulle condizioni di totale blocco della Regione, analisi rinviata e trascurata ma resa oggi dagli eventi improcrastinabile. Il presidente Oliverio ha oggi una giunta formata da due assessori di cui uno è oggi agli arresti domiciliari, il secondo si ritrova destinatario di un sequestro di beni. Medesimo provvedimento ha toccato il presidente ed il vice presidente del Consiglio regionale. Al netto di speculazioni che altri avrebbero fatto ma che non sono nello stile di Fi, è giusto sottolineare come questa inchiesta si sarebbe dovuta concludere già molti mesi addietro, per mettere i partiti in condizione di effettuare scelte dettate da fatti e non da congetture, come i partiti si sono trovati a fare – dice ancora l’esponente di Forza Italia -. È evidente però la superficialità delle scelte e l’arroganza nelle decisioni da parte di chi oggi dovrebbe governare la Calabria, ciò che preoccupa, infatti, è che questa Regione è in realtà immobile e il suo massimo rappresentante ed il suo partito totalmente autoreferenziali. Intanto i calabresi attendono che il Pd trovi il proprio equilibrio fra i vari interessi, e la giornata odierna accende i riflettori su questa triste realtà politica».

Parla invece di «cronaca di un disastro annunciato» la Sinistra EuroMediterranea che già mesi fa stigmatizzava «alcune scelte (e non scelte) del presidente Oliverio, chiedendosi come fosse stato possibile che un politico di lungo corso come lui non avesse valutato fino in fondo le conseguenze che potevano scaturire dalla nomina di alcuni assessori». Si potrebbe parlare di «morte annunciata, per una esperienza di governo che fin dal primo giorno ha mostrato tutti i suoi limiti e la sua inadeguatezza, che non ha dato alcun segnale di rottura vera con la precedente giunta di centrodestra. C’è, in questo, una responsabilità del presidente Oliverio, ma anche, e soprattutto, del Partito democratico, al quale vanno addebitate sia le scelte nella compilazione delle liste alle ultime elezioni regionali, sia i silenzi in ordine alla composizione della giunta». E mentre la Magistratura farà il suo corso prenda atto di questo «disastro» politico anche «Sinistra Ecologia e Libertà, uscendo subito dalla maggioranza. Per quanto ci riguarda offriamo la nostra disponibilità per la convocazione di una grande assemblea sociale, al cui ordine del giorno ci sia il tema del lavoro, della lotta alla precarietà, del reddito di cittadinanza, del rilancio dell’economia calabrese».

In ultimo i componenti del comitato nazionale de L’altra Europa per Tsipras (Francesco, Campolongo, Luigi Pandolfi, Alessandra Basso) parlano di «colpo durissimo» inferto dalla magistratura «ad un governo regionale che finora si è distinto soltanto per inadempienza rispetto ai problemi della Calabria e per la sua continuità, su molti fronti, dall’ambiente alla sanità, con il precedente esecutivo guidato da Scopelliti». Questa vicenda pone «un problema politico grande come una casa» e segna una esperienza politica «che, ancor prima di decollare, è già miseramente fallita. Di questo, Oliverio, farebbe bene a prenderne responsabilmente atto, valutando anche l’ipotesi delle dimissioni».