Lo Prete chiede di rivedere le tariffe idriche

LoPrete Carlo

LoPrete Carlo

 

CASTROVILLARI – Rivedere le tariffe idriche per uso domestico e realizzare una sorta di quoziente familiare per il consumo di acqua. Lo chiede a gran voce il consigliere comunale di maggioranza, Carlo Lo Prete, eletto nella lista “Nuovi percorsi” che ha aderito allo schieramento elettorale di centro sinistra che ha portato alla vittoria Mimmo Lo Polito, e che aderisce al movimento politico “La Calabria che vuoi” lanciata da Gianluca Gallo. In questi giorni le bollette d’acqua, alcune da capogiro, che stanno arrivando presso i domicili dei cittadini della città impongono una riflessione sul tema tanto da far dire al consigliere comunale che «il consumo dell’acqua ed il relativo pagamento, vada contestualizzato con l’utente. Il sistema di calcolo, attuale, – aggiunge Lo Prete – non considera i componenti del nucleo familiare, così una famiglia composta da una persona ha a disposizione lo stesso scaglione di tariffa agevolata (0.38 cent a metro cubo) di una famiglia composta da 4 o più persone». Facile immaginare che un nucleo familiare allargato «non ci metterebbe tanto a superare la soglia di 140 metri cubi annui e quindi ricadere nelle tariffe calcolate ad un euro a partire dal 141 metro cubo consumato» spiega il consigliere. Così la proposta è quella di «applicare un metodo di calcolo pro capite per garantire bollette più eque ed un maggior risparmio. L’importo, dunque, dovrebbe essere calcolato, non solo in base agli scatti registrati in contatore, ma tenendo conto del numero dei componenti della famiglia. Un sistema che continuerebbe a premiare le famiglie che non sprecano con costi agevolati ma calcolati procapite». Per Lo Prete «è necessario lavorare verso una finalità equitativa ed introdurre una fiscalità a misura di famiglia ispirata a modelli di quoziente familiare o fattore famiglia, cosi come sta cercando di fare il Governo con la legge di stabilità, in modo da calcolare le imposte in funzione delle persone fiscalmente a carico, non tassando il reddito unitario percepito quanto il reddito effettivamente disponibile».