Falsità, vergogna ed ironia prima del voto

volantini elezioni

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CASTROVILLARI – Dopo averlo urlato dai palchi, detto nelle tante iniziative di questa campagna elettorale (breve ma intensa), ora i candidati alle Amministrative del 31 maggio si “cantano” gli attacchi anche dai volantini. C’è chi lo fa con brio ed ironia, come Battaglia, chi scrive “Vergogna” a caratteri cubitali, come Santagada, c’è chi accusa l’altro di “falsità” come Lo Polito. Si infiamma, in queste ultime ore, il confronto tra i candidati Sindaco che si contendono la poltrona di Primo cittadino della Città di Castrovillari. Mentre tra Domenico Lo Polito e Peppe Santgada lo scontro dialettico – che si è esplicitato dai palchi, sui social (che è stata usata anche troppo per “dialogare” e “litigare” in questa campagna elettorale) – si sposta sul piano dei temi che riguardano la città, Francesco Battaglia sceglie una comunicazione che sta tra l’ironico e la bordata politica. Nel suo volantino, diffuso in queste ore in Città, la sua comunicazione sceglie tre immagini che tagliano orizzontalmente un grande fogliaccio. Nella prima una tavola con quattro persone sorridenti reca la scritta “Se vince Lo Polito vincono 4 note famiglie”. La seconda immagine raffigura una tavola apparecchiata di tutto punto ma senza nessuno accompagnata dalla dicitura “Se vince Laghi (volutamente eludendo il nome dell’attuale candidato Sindaco Santagada) vincenuna sola nota famiglia”. Nella terza immagina una folla di popolo festante a cui si aggiunge “Se vince Battaglia vince Castrovillari”.

Diverso il taglio della comunicazione di Peppe Santgada, candidato Sindaco per le liste civiche, rivolta esclusivamente al suo antagonista principale, il candidato di centro sinistra al quale si rimprovera «il coraggio di chidervi il voto» dopo che in due anni di governo della Città è stato in grado di «non pagare per mesi (primo caso nella storia di Castrovillari) i dipendenti comunali, far morire Via XX Settembre ed i suoi commercianti non rendendo agibile la sede del vecchio tribunale, portare tutte le tasse comunali al massimo, inviare migliaia di cartelle di pagamento dell’acqua, tutte errate e con cifre esorbitanti, abbandonare gli imprenditori della zona Pip e Cammarata, abbandonare i commercianti di Via Roma e Corso Garibaldi, abbandonare totalmente la manutenzione ordinaria del paese». E non solo. Lo accusa di essersi impegnato a «stare lontano da Castrovillari, tentando la carriera politica come candidato segretario regionale del Pd» e che «il Pd di Castrovillari continua a pagare 20€ al comune per l’affitto della sua sede». Una «Vergogna» scritta a caratteri cubitali sul volantino che invita, il 31 maggio, a mandarli «a casa…per sempre».

Di contro gli risponde il candidato Sindaco del centro sinistra, Domenico Lo Polito, che accusa le liste civiche di voler affrontare la discussione condita da «veleno» e «falsità». «Dopo dieci anni di amministrazione di centro destra (i cui amministratori del settore lavori pubblici, urbanistica e servizi sociali sono tutti candidati con loro) e bilanci certificati da un revisore dei conti, con loro candidato, e bocciati dalla Corte dei Conti, hanno ancora il coraggio di parlare di nostre responsabilità?». Isola Pedonale di Via Roma (realizzata senza sapere «a cosa destinarla») ed il Tribunale «senza agibilità» dalla sua costruzione «sconta l’improvvisazione» e la «responsabilità diretta di persone con loro candidate». Rifiuti ed Acqua hanno visto aumenti (deliberati dal commissario straordinario) «dopo le loro dimissioni» cosi come «città sporca come non mai, senza rappresentanti in provincia» che ha visto «la chiusura di ortopedia», un «ulteriore prestito per 6 milioni di euro acceso dal Commmissario straordinario che indebita ancora la nostra città, chiusura Enel, sede di Calabria Verde assegnata a Malvito» sono tutte condizioni nate «dopo le loro dimissioni». «E’ un anno che la città di Castrovillari è commissariata per colpa loro ed ancora ci addossano responsabilità come se governassimo noi». Ed il dito è puntato contro il Candidato Santagada il quale «dovrebbe conoscere la gravità delle cose che si scrivono quando sono intrise di falsità. Con i vostri no sono dieci anni che tenete in ostaggio la nostra Città». Attacchi che di sicuro stasera, dai palchi, troveranno una risposta “pepata” quanto quella scritta su carta. Ma chissà se la Città ha proprio bisogno di questo.