Sciopero della fame. Operai Italcementi alzano il livello della protesta

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CASTROVILLARI – I lavoratori di Italcementi hanno deciso da lunedì di incatenarsi ai cancelli della fabbrica di Castrovillari ed iniziare lo sciopero della fame per ribadire la necessità «ad azienda e governo che negli incontri del 2 e 3 dicembre prossimi sia concessa la Cassa Integrazione Straordinaria senza che nessuna scelta industriale pregiudichi le sorti dello stabilimento». Gli uomini in tuta gialla che già da due giorni scioperano sotto l’acqua battente, il freddo ed il gelo di questi giorni davanti ai cancelli della cementeria sono pronti ad iniziare lo sciopero della fame per sollecitare le scelte necessarie sulla loro sorte lavorativa e di vita. La crisi del lavoro da queste parti è un morso duro allo stomaco della tenuta sociale di questo territorio e se di fame dovranno morire a causa del licenziamento, allora le maestranze sono pronte a sperimentarlo da subito. La tensione si taglia a fette nel presidio che ventiquattrore su ventiquattro piantona l’ingresso dello stabilimento dove da due giorni tutto è fermo per via dello sciopero collettivo delle maestranze. I camion che consegnano il clinker che provengono dallo stabilimento di Matera (quello che ha pregiudicato la vita di Castrovillari) restano bloccati nel piazzale davanti l’opificio. Nulla e nessuno entra ad esce dal grande cancello in ferro sovrastato dalla grande insegna che annuncia l’accesso al presidio Italcementi della città del Pollino. «Ora chiediamo la solidarietà di tutti» affermano gli operai insieme ai sindacati che si preparano ad una settimana di passione in cui «o si vive o si muore» parlando metaforicamente delle sorti aziendali del presidio produttivo di Castrovillari. I Sindaci di Castrovillari, Frascineto e Civita, insieme al Presidente del Parco del Pollino, sono al fianco dei lavoratori come il Vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio, Monsignor Francesco Savino, che nei giorni scorsi aveva incontrato i lavoratori e si era detto pronto a sostenere la «battaglia» per il lavoro e la dignità di questo territorio e di questa gente.