Savino e i tre doni per la chiesa cassanese: coerenza, credibilità e onestà

savino sanBiagio 2022

savino sanBiagio 2022

 

«Parlare di pastori e di gregge nella nostra società digitale e mediatica può sembrare fuori tempo, ma non lo è perché la figura del pastore simboleggia la cura: nel mondo rurale il pastore conosce le sue pecore ad una ad una, i loro bisogni, le loro debolezze, il loro passo veloce o zoppicante. Gli occhi del pastore anche di notte sono attenti al minimo rumore sospetto; il pastore buono è un uomo dedito al suo gregge, lo ama, lo guida saggiamente e sa difenderlo». Lo ha affermato il vescovo di Cassano All’Jonio, monsignor Francesco Savino, nel corso dell’omelia in occasione della festa di San Biagio, patrono della diocesi.

 

Il presule ha poi chiesto tre doni: «della coerenza per essere pastori ad immagine e somiglianza di Gesù, disponibili all’ascolto vero, pronti a dare tutto senza pretendere nulla, solidali con tutti, in particolare con i più fragili e più deboli; per tutta la Chiesa diocesana il dono della credibilità che dipende dal riconoscere che Gesù è al centro di ogni pensiero e di ogni azione, appassionata del Signore fino ad essere trasparenza del Vangelo di salvezza in attesa del compimento del Regno di Dio. Infine, per gli uomini e le donne impegnati nelle Istituzioni politiche il dono dell’onestà e della intelligenza perché riconoscano le necessità della gente. Siate – ha rimarcato -, come Gesù pastori amorevoli, compassionevoli che si prendono cura di tutti, in modo particolare delle pecore più deboli». Come consuetudine un comune della Diocesi ha offerto l’olio per la lampada votiva in onore di San Biagio: quest’anno è stato il comune di Montegiordano.