Saracena perde un uomo autentico. Ci lascia Biagio Di Benedetto

biagio Dibenedetto

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SARACENA – Ogni perdita è una ferita profonda. Ma quando si perde un uomo che del legame con la propria città ne ha fatto un tratto identario del suo esistere lo strappo della morte è anora più lacerante. Accade così per Saracena che da queste prime ore del nuovo giorno piange uno degli uomini più rappresentativi della sua storia: Biagio Di Benedetto. Brillante ed ironico, curioso e moderno, appassionato e coinvolgente. Personaggio di grande cultura, impegnato in ogni campo della vita comunitaria di Saracena, da sempre al fianco dei giovani che di questa cittadina ne hanno fatto la culla delle loro iniziative aggregative e culturali. Uno di quelli che ascolteresti per ore, che non stancano mai, capace di ammaliarti solo con il portamento e l’eleganza dei modi e del pensare. Saracena lo conosce di sicuro meglio di chi scrive che con lui ha avuto un legame intenso e discreto, rispettoso ed autentico, che negli anni sono riusciuto a costruire curiosando nella sua intensa attività di fine poeta in vernacolo, scrittore verace di una cultura con la lettera maiuscola. Zio Bià come molti lo chiamano nella sua cittadina ha davvero segnato la vita della comunità che oggi ne piange la scomparsa prematura. Segretario comunale, animatore di Radio City, altra espressione della vitalità culturale di Saracena degli anni passati, coinvolto nelle mille iniziative di Uvip, sempre capace di consigliare e spronare le giovani leve del borgo del moscato. Radicato nella sua esperienza di vita, uomo di altri tempi con l’occhio attento alla modernità del vivere, lo abbiamo conosciuto sempre attento ed interessato a tutti. Spesso “avvolto” dal suo mantello nero che lo rendeva davvero affascinante istrione legato alla cultura di cui era un meraviglioso ambasciatore tanto tra le mura amiche, quanto fuori. Con lui se ne va una memoria storica che non ha pari. Se ne va un talento gentile amorevolmente legato a Saracena e alla sua gente. «i vuggh’j propri’j bben: jè r’u pajs’ mij» è l’espressione più autentica del rapporto viscerale che aveva con la sua cittadina che, ora, ne siamo certi, continuerà ad amare e proteggere dal cielo. Ci manchi già. Ed il tuo silenzio è potente e diretto come le tue parole.