Notte di Capodanno. Un’informativa sul tavolo della Procura con le prime denunce

tribunale castrovillari

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CASTROVILLARI – Non si sono fermati alla notte dell’ultimo dell’anno i controlli delle forze dell’ordine sui locali che hanno proposto feste e veglioni per chiudere il 2015 a ritmo di musica. Una lunga notte di ballo e divertimento che è stata però accompagnata anche dalle polemiche e dai malumori di alcuni imprenditori che esercitano l’attività di feste danzanti, i quali si sono visti “accompagnare” in parallelo da locali che non esercitano solitamente questa tipologia di esercizio pubblico ma che si “trasformano” per l’occasione realizzando concorrenza definita “sleale” nei loro confronti. Lo sfogo di alcuni di questi l’avevamo raccontato nei primi giorni del 2016 quando coloro che gestiscono locali pubblici da ballo hanno denunciato quanto avveniva a loro danno denunciando una «situazione negativa» che sperano «non si ripeta più». Di quella lunga notte di controlli ad opera delle forze dell’ordine da pochi giorni sarebbe arrivata, sul tavolo del Procuratore generale della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, una corposa informativa. In aggiunta sarebbero già state deferite all’autorità giudiziaria alcune persone titolari dei locali ritenuti non in regola rispetto alle normative del caso per pubblico spettacolo privo di autorizzazioni. Ora toccherà alla Procura della Repubblica definire il quadro delle irregolarità penali compiute dagli esercenti finiti nell’informativa e decidere se elevare la multa nei confronti di coloro che non hanno rispettato i termini di legge. Alcuni esercenti, all’indomani del Capodanno, aveva parlato di una «situazione negativa» che di fatto vanifica i loro sforzi a rispettare le leggi e far nascere locali a norma secondo gli standard di sicurezza e fiscalità, per come richiede lo Stato italiano. «Se si permettono situazioni come quelle che abbiamo visto nascere a ridosso di Capodanno non vale la pena seguire le leggi» -avevano dichiarato alla nostra testata – dicendosi amareggiati della concorrenza «sleale» di chi si improvvisa in questo tipo di attività.