Gli architetti discutono di “Rigenerazione Urbana”

ARCHITETTI
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CASTROVILLARI – Si è chiuso nei giorni scorsi a Castrovillari il ciclo di incontri organizzati dal LUA: Laboratorio di Urbanistica ed Architettura sul tema della Rigenerazione Urbana. Tre gli argomenti che hanno fatto da filo conduttore delle tre giornate di riflessione:  la necessità di un progetto integrato di disegno urbano e programma socio economico; la sostenibilità degli interventi di rigenerazione e la partecipazione. 
Il progetto urbano di rigenerazione, quindi, come progetto sociale, implica la complementarietà di politiche urbanistiche, sociali ed economiche. 
Il rinnovato approccio urbanistico sulla città che si costruisce su se stessa secondo i principi della densificazione, sostituzione e coopeazione, si concentra sui luoghi del degrado, sulle aree residuali, gli edifici dismessi, i centri storici abbandonati, gli spazi pubblici degradati e usati in modo improprio. Proponendo un approccio secondo il quale il progetto-programma di rigenerazione sia improntato sui criteri di qualità e vivibilità, di integrazione funzionale tra residenza, servizi e spazi collettivi, per come indicato anche dalle recenti direttive europee, come la Carta di Lipsia 2007 e la Dichiarazione di Toledo 2011.
Castrovillari la città che nell’ultimo incontro è stata oggetto di approfondimento, partendo dalla tesi di laurea dell’ing. Mariangela Stabile sulla riqualificazione del quartiere Olivitello, racchiuso tra Via Roma, Corso Garibaldi e via Mazzini, intervento organico ed integrato su un’importante parte del centro storico di Castrovillari, per proseguire con la presentazione di alcuni dei luoghi ed edifici incompleti, degradati o dimessi presenti in città.
Non ultimo il tema della progettazione del fronte urbano della città che suggerisce suggestivi ambienti e spazi pubblici in cui si valorizza il rapporto del tessuto urbano con il paesaggio circostante. Prevedendo interventi che oltre a ridare significato a luoghi abbandonati al degrado fisico e sociale, diventano occasioni di consolidamento statico dei versanti, e di rinnovata vitalità sociale. Città storica e periferie, quindi, i luoghi di bordo tra città e campagna molto estesi nell’area dei cosi detti giardini, tutti elementi che oltre ad poter essere oggetto di interventi specifici di recupero su singole aree, o brani di città, dovranno diventare gli argomenti strutturanti il nuovo Piano Strutturale Comunale in fase di redazione. Spazi pubblici come Piazza Matteotti con il prospiciente edificio Telecom e il quartiere Macrino, Piazza Dante, l’area circostante il Santuario della Madonna del Castello, gli spazi adiacenti al Castello Aragonese, gli spazi verdi attrezzati come la Villa Gialla o il giardino del Villaggio Europa, questi solo alcuni, quelli più evidenti, i luoghi del degrado fisico e sociale della città. Luoghi e edifici che, assieme a quelli rimasti incompleti del Piano di Recupero Urbano, danno la dimensione del lavoro che si può avviare per ridare linfa ad un’economia che si sostanzia sul mercato edilizio. Avviando così quel progetto sociale di rigenerazione urbana che può, da un lato riqualificare l’intera città migliorando la qualità della vita dei suoi cittadini, dall’altro riavviare in vario modo un’economia orami al collasso.