
CASTROVILLARI – Sono state già raccoltre 2.300 firme di cittadini contrari all’ipotesi di allocare, nell’area del cementificio di Castrovillari, la proposta di Ecodistretto formualata alla Regione Calabria dall’Amministrazione comunale di Castrovillari. In queste ore il Comitato per la difesa del territorio Pollino, ha inviato – agli Organi provinciali e regionali interessati – una nuova serie di osservazioni tecniche, firmate questa volta da rappresentanti del comitato di numerosi Comuni dell’area interessata. Le motivazioni oppositive, che escluderebbero la possibilità di ipotizzare l’allocazione dell’Ecodistretto presso l’area Italcementi di Castrovillari, sono «contemplate esplicitamente proprio nel Piano Regionale dei Rifiuti» scrive il comitato che si oppone a questa ipotesi d’impianto. La memoria inviata è stata sottoscritta da residenti dei Comuni di Castrovillari, Frascineto, Civita, Morano, Cassano all’Jonio, Firmo, Lungro, San Donato di Ninea, Altomonte. Unitamente alle osservazioni, è stata inviata agli uffici preposti e ai rappresentanti istituzionali interessati – della Provincia di Cosenza e della Regione Calabria – copia delle firme della petizione popolare promossa dal comitato. I contrari all’impianto parlano di «vera e propria aggressione territoriale» per la quale si metterà in moto la macchina della informazione e della mobilitazione «per tutelare gli interessi veri dell’intero territorio» che «sono univocamente identificabili nel settore agroalimentare di qualità e nel turismo». Il comitato censura «la superficialità con la quale è stato richiesta una allocazione di un eco-mostro, senza prima esperire le valutazioni tecniche esplicitamente richieste dalla Regione Calabria preliminarmente alla semplice proponibilità del sito. I vincoli idro-geologici, quelli ambientali, quelli legati alla prossimità dell’area protetta del Parco Nazionale del Pollino, quelli, infine – ma non certo da ultimo -, dell’adiacenza con gli abitati di Castrovillari e, ancor più, di Frascineto, semplicemente cancellano ogni ipotesi di allocazione dell’eco-mostro nell’area del cementificio. Con buona pace di chi non ha esitato e non esita a speculare sui problemi di lavoro degli addetti al cementificio stesso che, da questa impraticabile soluzione, non avrebbero assolutamente nessun giovamento. Mentre tanti e tanti altri lavoratori subirebbero danni gravi e irreversibili».