Caso Bergamini. Chiesta la riesumazione. Facciolla: la valuterò

bergamini avvocato

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CASTROVILLARI – Consegnata nelle mani del Procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, l’istanza formale per una nuova perizia medico legale sul cadavere del calciatore del Cosenza, Denis Bergamini. La sorella del centrocampista rossoblu morto in circostanze mai chiarite il 18 novembre del 1989 sulla statale jonica 106 all’altezza di roseto Capo Spulico, si è presentata stamane negli uffici della Procura della Repubblica di Castrovillari in compagnia del legale di fiducia Fabio Anselmo. Insieme a loro anche Ilaria Cucchi, sorella del giovane Stefano Cucchi il trentenne geometra romano morto una settimana dopo il suo arresto per droga, che nei giorni scorsi insieme alla famiglia ha sollecitato il Gip della Capitale, Elvira Tamburelli, per revocare il professore Francesco Introna dall’incarico di capo del collegio dei periti che dovrà accertare la natura, l’entità e l’effettiva portata delle lesioni patite dal fratello. La volontà della famiglia Bergamini è arrivare alla verità sulla morte del calciatore del Cosenza attraverso la riapertura dell’indagine. Una richiesta che inevitabilmente comporterà, se accolta, la riesumazione della salma e conseguentemente la riapertura dell’indagine, chiusa dopo l’archiviazione decisa dal giudice per le indagini preliminari alcuni mesi fa. Nello specifico la richiesta evidenzia la necessità di «determinare l’esatta descrizione e oggettivazione delle lesioni scheletriche nel cadavere di Bergamini» e «la valutazione della vitalità delle lesioni cutanee e ossee riscontrate nel corpo». La consulenza tecnica richiesta è, quindi, necessaria per verificare causa e mezzi del decesso di Bergamini. A svolgere la perizia saranno Emanuela Turilazzi (professore ordinario di Medicina legale all’Università di Foggia) e Vittorio Fineschi (direttore della Scuola di specializzazione in Medicina legale presso la Sapienza di Roma). «L’incontro con il procuratore Facciolla è stato un colloquio in cui si è avuta la possibilità di interloquire. Sono estremamente soddisfatta» ha dichiarato Donata Bergamini al termine dell’incontro con il Procuratore di Castrovillari. «Io non mi fermo – ha aggiunto la sorella del calciatore – perché le cose erano già chiare fin dall’inizio. Ho fiducia. Questa è la Procura di Facciola. Non riesco a chiamarla con il nome del paese. Mi dispiace ma non ci riesco perché in passato tante sono state le delusioni». Anche Fabio Anselmo, legale delal famiglia Bergamini, si è dichiarato «estremamente soddisfatto. Stiamo facendo passi avanti. Abbiamo tutti molta fiducia nel procuratore Facciolla. C’è una collaborazione importante. Oggi abbiamo formalizzato un’istanza con la quale abbiamo chiesto di effettuare nuovi accertamenti medico legali indicando, non come nostro consulente, ma come persona abbastanza competente a eseguirli il professor Vittorio Fineschi della Sapienza. Questi accertamenti potranno dirci con certezza quello che noi sospettiamo e cioè che Donato Bergamini era già morto quando è stato sovrastato dal camion. Sono accertamenti tecnici particolarmente sofisticati dal punto di vista sia radiologico che istologico che, certamente, dovranno passare attraverso la riesumazione della salma. Nel procuratore – ha concluso Anselmo – ho trovato grande disponibilità, ma soprattutto grande sensibilità e determinazione. La questione è delicata anche perchè ci sono state già due archiviazioni. Non credo che ci vorrà tempo perchè credo di aver fornito al procuratore la possibilità di fugare ogni dubbio sulla morte di Denis rispetto sia ai tempi che alle modalità con le quali è maturata». Dal canto suo Eugenio Facciola ha affermato che «davanti a una richiesta ufficiale da parte dell’avvocato e da parte dei parenti di una vittima ho dovuto assolutamente sia ricevere e sia acquisire materialmente quello che ci è stato depositato È stata presentata – ha specificato il Procuratore di Castrovillari – una richiesta di riapertura delle indagini evidentemente articolata e sviluppata su una serie di temi e di mezzi di prova così come prevede il codice. Ovviamente mi riservo di valutarla, di verificarla e poi di assumere le mie determinazioni unitamente al mio ufficio. Bisogna non dimenticare che già sono state svolte molte attività sia nel periodo successivo alla morte di Bergamini e sia recentemente con le indagini avviate da questo ufficio nel 2011. Oggi abbiamo un’ulteriore richiesta che dobbiamo necessariamente valutare, ma alla luce di quello che già abbiamo».