CASTROVILLARI – «Chiediamo all’azienda di rivedere questa impostazione e di non perseguire la strada di voler anticipare scelte che competono alla nuova proprietà ed al confronto fra le parti, chiediamo al Governo e a tutte le forze parlamentari di vigilare sugli accordi sottoscritti che non sono e non possono essere finalizzati, al momento, a prevedere riduzioni dei livelli occupazionali». All’Italcementi di Castrovillari si respira aria di mobilitazione. Domani, per salvaguardare un diritto sancito nell’accordo siglato il 3 dicembre scorso presso il Ministero del Lavoro, i lavoratori torneranno ad incrociare le braccia per manifestare il dissenso rispetto alla politica del gruppo italiano del cemento che sta per cedere il passo ai tedeschi di Haideber Cement. L’azienda in queste ore ha fatto sapere di «non attuare una rotazione che tenga in considerazione la reale fungibilità oltreché solidarietà ed equità in un momento difficile e soprattutto transitorio». Una presa di posizione che «non comprendiamo» – affermano Di Franco (Fillea Cgil) e Venulejo (Filca Cisl) – «che non è in linea con gli accordi sottoscritti a Roma e che sembra continuare ad avere un atteggiamento di chiusura verso questo stabilimento e verso questo territorio. In questi mesi sindacati ed istituzioni insieme al Governo regionale, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, hanno messo su un tavolo permanente rispetto alla questione Italcementi soprattutto in vista del confronto con Haidelberg Cement che avverrà quando le operazioni di c.d. “closing” saranno ultimate». I rappresentanti delle organizzazioni sindacali ricordano che «forte è stata la determinazione del Governo e dei sindacati, in sede di trattativa nazionale, a voler affermare questo principio» così come «decisa e legittima sarà la protesta dei lavoratori in questa battaglia di diritti, di civiltà e di dignità».