Calendario del cibo italiano. Ogni giorno una specialità del nostro Paese

Alessandra Gennaro
Alessandra Gennaro
 
Nato da un’idea di Alessandra Gennaro (foto) e Patrizia Malomo, patrocinato, sviluppato e condiviso dai soci dell’AIFB, partirà a gennaio 2016 il Calendario del Cibo Italiano che è stato presentato lo scorso fine settimana a Rimini durante il secondo raduno dell’Associazione Italiana Food Blogger.  “E’ la risposta nazionale al National Food Calendar statunitense e alle diverse giornate nazionali o internazionali dedicate ad un piatto o ad un prodotto tipico dei vari Paesi del mondo. Si propone di diffondere la cultura e la tradizione gastronomica dell’Italia, attraverso l’istituzione di un calendario in cui si celebrano in 365 giornate (366 nel 2016 che è bisestile) e 52 settimane nazionali i nostri piatti e i prodotti più tipici, scelti sulla base della loro diffusione e dei loro legami con la cultura popolare e organizzati sulla base delle stagioni e delle ricorrenze liturgiche o istituzionali. Ciascuna delle 52 settimane è dedicata all’approfondimento di un tema scelto fra quelli che hanno maggiormente influito sulla storia della gastronomia italiana, così da delinearne in modo preciso la sua fisionomia. Ciascun giorno dell’anno è dedicato alla celebrazione di uno dei piatti o prodotti tipici che ne hanno decretato la fama” questa la definizione di Alessandra Gennaro.
 
Il Calendario Italiano del cibo è un nuovo esempio di formazione gratuita alla quale i soci possono accedere da casa, attraverso il sito dell’Aifb, e che gli consente di crescere nella divulgazione della cultura del cibo attraverso il proprio blog, coinvolgendo quindi i propri lettori in questa consapevolezza e crescita.
Nel mondo anglosassone il calendario del cibo è una realtà presente da molto tempo ma ciò che  rende unici noi italiani è l’enorme patrimonio enogastronomico al quale attingere: un piatto racconta un prodotto, che racconta un territorio, che racconta la storia ed insieme raccontano anche una tecnica. 
L’obiettivo è quello di dar vita ad una vera e propria festa del cibo italiano, in modo corale e costante, nell’ottica di un riscatto della tradizione, delle eccellenze del territorio, della storicità delle testimonianze umane e della tutela delle tecniche tramandate di generazione in generazione, nella consapevolezza che anche la cucina italiana è un patrimonio culturale, le cui ricchezze vanno quindi tutelate e preservate in primo luogo da chi a questa cultura appartiene per origine e per nascita.
 
“Il fine che ci proponiamo è quello di recuperare i grandi piatti della nostra tradizione, le eccellenze del nostro territorio, i nodi cruciali della nostra storia, i momenti fondanti, i personaggi più emblematicamente legati al cibo, per tornare a celebrare il nostro cibo, in una festa globale che vorremmo coinvolgesse tutti coloro che si riconoscono in questa operazione di recupero delle nostre radici e di definizione della nostra identità. Non dimentichiamoci che aver scelto di mettere da parte la nostra cultura gastronomica per inseguire modelli che non ci appartengono ha spianato la strada a quanti, a differenza nostra, avevano da sempre compreso il valore incommensurabile della nostra cucina: non a caso, il testimonial più noto della cucina italiana nel mondo è un inglese, Jamie Oliver,che è stato capace di cogliere gli aspetti di maggiore appeal e di più facile comunicazione, appropriandosi di contenuti che culturalmente non gli appartengono ma di cui si è fatto interprete incisivo ed efficace” queste le parole di Alessandra Gennaro.
 
Un progetto ambizioso, questo del calendario italiano del cibo, di cui da gennaio 2016 si sentirà parlare molto e di cui internet e i blogger saranno partecipi in qualità di divulgatori.