Castrovillari calcio. Tifoseria divisa tra repliche e chiarimenti

tifosi

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CASTROVILLARI – Non c’è pace in questo periodo per il Castrovillari calcio. Dopo le dichiarazioni del dimissionario Presidente Alessandro Di Dieco il gruppo dei tifosi “Original fans” ha replicato alle “accuse” esternate ieri da Di Dieco riguardo lo striscione esposto dai tifosi in curva domenica scorsa durante la gara giocata in casa dal Castrovillari con la Frattese. “Gli original fans esprimono tutto il proprio disappunto per quanto apparso sugli organi di stampa e respingono al mittente le accuse formulate dal presidente Di Dieco” affermano i tifosi. “Riavvolgendo il nastro di questo sgradevole teatrino urge puntualizzare come lo stesso presidente Di Dieco alla vigilia della stagione agonistica 2016/2017 aveva sbandierato ai quattro venti proclami di un Castrovillari vincente”. Purtroppo – continua il comunicato – “la realtà a distanza di qualche mese e di ben dieci giornate di campionato dicono ben altro. 4 punti in campionato, nessuna vittoria totalizzata, nessun punto in trasferta e ben 20 gol subìti. Questa è la realtà che piaccia o meno. Gli Original Fans, domenica scorsa, al contrario di quanto affermato dal presidente Di Dieco non hanno contestato la società ma hanno chiesto rispetto ed attenzione per una squadra ed una maglia quasi centenaria. Non solo, mai come quest’anno la squadra è supportata sia in casa che in trasferta aldilà di ogni risultato. Ecco perché le dichiarazioni di patron Di Dieco risultano fuori luogo. Piuttosto invitiamo ciascuno nei propri ruoli a rilanciare l’azione finalizzata al rafforzamento della squadra nella prossima campagna di dicembre. Il castro non si discute, si ama … come lo facciamo noi!”.

striscione giro tifosi

 

E se da un lato vi sono i tifosi degli “Original fans” che chiedono meno “chiacchiere” ma più impegno alla società castrovillarese, dall’altra vi è lo striscione esposto, ieri pomeriggio fuori dal Palazzo di città, dal gruppo ultras “UC11” e “Old Busted che recitava: “Se il calcio a Castrovillari finirà … il giro d’Italia da qui non passerà!!!”. La vogliamo vedere come una semplice provocazione frutto di un momento particolare in cui si sta n ansia per le sorti della propria squadra del cuore. Proprio gli UC11 questa mattina hanno preso le distanze dagli “Original Fans” attraverso una nota stampa in cui si “dissociano”  da “ogni attuale forma di protesta verso l’attuale dirigenza del Castrovillari Calcio, in quanto la stessa si era pienamente assunta la responsabilità dell’attuale periodo negativo della squadra, promettendo, nelle varie riunioni svolte con tutti i gruppi organizzati, importanti innesti già dai primi di dicembre, all’apertura del mercato di riparazione. Chi ha contestato era presente alle riunione, ed ha sentito le stesse cose che abbiamo sentito noi, evidentemente qualcuno era già prevenuto verso questa dirigenza?”. Inoltre gli UC11 si dicono  “riconoscenti a questa dirigenza di averci riportato nuovamente in serie D dopo anni d’inferno nell’eccellenza calabrese. Lo striscione esposto davanti al Comune ieri pomeriggio (“splacchiato” da chi la pensa diversamente, ovvero da chi si vanta di essere democratico!!!)  non era né un minaccia di “persone senza cervello”, come siamo stati etichettati dal primo cittadino della Città di Castrovillari, né il tentativo di sminuire una lodevole iniziativa che vuole finalmente riportare in città un’importante evento sportivo come Il Giro d’Italia. Il nostro era un grido di allarme, verso la totale mancanza di attenzione che le istituzioni hanno mostrato e stanno continuando a mostrare in questo difficile momento verso il Castrovillari Calcio”.  La serie D “è un patrimonio della città, non è un evento di un giorno, ma un evento che porta in città almeno due volte al mese squadre siciliane, campane e calabresi a pernottare e quindi portare quello stesso turismo di cui parla il Sindaco. Detto questo, ci rivolgiamo a tutti i tifosi per stare ancora di più vicino alla squadra in questo difficile momento e mostrare in giro per l’Italia che “Noi Siamo l’Us Castro””.