Perciavutti, a Mormanno tutti al lavoro per il grande evento

Perciavutti 011 104

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MORMANNO – C’è una festa identitaria attorno alla quale lavora e si coinvolge un’intera comunità, protesta a far vivere ed alimentare una storia antica che ha radici in un rito iscritto nella tradizione contadina del Pollino. Le botti, che per tutto l’autunno hanno custodito il mosto frutto della pigiatura di uve raccolte sui filari dei vitigni autoctoni, restituiscono il vino nuovo che è il nettare che risplende nei calici alzati in aria per brindare alla festa. La Gran festa di Perciavutti a Mormanno dal 6 all’8 dicembre è un grande laboratorio di aggregazione sociale che raccoglie uomini e donne di tutte le generazioni. Una comunità intera, in tutte le sue componenti civiche, da giorni è al lavoro per preparare i quartieri Torretta, Costa, Capo lo Serro e Casalicchio ad ospitare i vuttari dove turisti e visitatori saranno accolti con il calore tipico dell’entroterra montano. Dopo il terremoto del 2012 la festa, che è tratto identitario della comunità guidata dal Sindaco, Guglielmo Armentano, ritorna nel centro storico con il sostegno economico del Parco Nazionale del Pollino, presieduto da Domenico Pappaterra, la supervisione organizzativa dell’Assessore al turismo, Gerardo Zaccaria, e l’intenso lavoro dell’Associazione Comunalia presieduta da Luigi Perrone, insieme a tutto il direttivo del sodalizio locale, e la collaborazione dei Quartier Mastro Domenico Perrone (Quartiere Torretta), Vincenzo Sola (Quartiere Capo lo Serro), Francesco Pappaterra (Quartiere Costa) e Paolo Maradei (Quartiere Casalicchio). Al loro fianco oltre 220 volontari che stanno realizzando l’allestimento dei vuttari e la preparazione delle pietanze che renderanno gustosa l’accoglienza del pubblico. Non da ultimo il sostegno degli sponsor di questa iniziativa: la Goevertical, Gas Pollino e Sibarit organizzazione produttori. Una grande squadra organizzativa, diverse per compiti, mansioni e responsabilità, che si sta spendendo alacremente per rendere Mormanno la capitale del vino novello. Un movimento aggregativo per la comunità ferita dal recente terremoto che non ha paragoni e che rende l’idea della proporzione di un evento che è davvero festa di popolo, scambio culturale, nella piena consapevolezza che la tradizione, unitamente alla rivitalizzazione del centro storico del borgo di Mormanno e la valorizzazione dei prodotti identitari come la lenticchia di Mormanno, possono essere la via maestra per creare turismo ecocompatibile con l’area protetta calabro – lucana entro cui si inserisce la cittadina. «Sarà l’anno della rinascita, in cui presenteremo al territorio, ai tanti turisti di cui già registriamo le prenotazioni, al pubblico che vivrà con noi questa edizione, la miglior festa che abbiamo organizzato» affermano il Sindaco, Gugliemo Armentano, e l’assessore al turismo del Comune di Mormanno, Gerardo Zaccaria mentre annunciano i numeri da capogiro di questa edizione. Le donne custodi dell’antica tradizione contadina sono al lavoro per impastare e realizzare un quintale di cavatelli e 100kg di tagliolini fatti in casa. Dai forni usciranno 300 kg di pane da accompagnare ai salumi ed i formaggi dei casari nostrani. Nel menù della festa sono previsti da servire un quintale di baccalà, 100kg di prosciutto nostrano, 800 polpette di patate, altrettanti peperoni ripieni, insieme a 100kg di salsiccia da cuocere alla brace ardente, 90 kg di pancetta, oltre al dolce tipico del luogo, il bocconotto, senza dimenticare la Lenticchia di Mormanno, le frittate e le rape ed ovviamente il re della festa, sua maestà il vino, con 1200 litri da spillare dalle botti dei quartieri coinvolti in questa grande maratona del gusto tradizionale.