Facce di strada: l’arte di Cristiano Quagliozzi al Calabbria Festival

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CASTROVILLARI – Lui si chiama Cristiano Quagliozzi. E’ un artista romano che modella volti che incontra durante i suoi percorsi artistici e di vita. Lo ha fatto anche a Castrovillari, ieri mattina, su invito dell’Associazione Culturale Khoreia 2000 nell’ambito del Teatro “Calàbbria teatro festival”, giunto ormai alla sua quarta edizione e la cui direzione artistica è affidata alla regista Rosy Parrotta e quella organizzativa all’artista Angela Micieli.

Tra una serenata ed un’altra, ieri Cristiano si è raccontato. Tra le mani, un bicchiere di vino locale, offertogli nel corso della kermesse folcorica. Lo sguardo è quello sereno e sognante, tipico dell’artista che segue e insegue la sua passione. Si racconta, si è già raccontato chissà quante altre volte lo farà, ma non si annoia e spiega:  “Ho fatto una performance che si chiama “Facce di terra” e che consiste nel modellare nelle città in cui vado, dei volti di argilla con diversi tipi di materiale: anche quelli trovati vicino ai rifiuti. Creo un volto con qualcosa che appartiene alla memoria, alla terra e che viene dal basso destinata al disfacimento com’è, per l’appunto, l’argilla. Usare materiale di rifiuti, inoltre, è un po’ anche un modo per ripresentare il problema dell’inquinamento e per riflettervi”. Cristiano ha un’ampia esperienza, ormai, verso questo tipo di arte. “Faccio questo lavoro da diversi anni. Quest’anno ho avuto svariate collaborazioni, tra cui quella con Damiana Ardito”. Sorseggia il suo vino e con un timido sorriso aggiunge: “Questa è la prima performance che porto in giro da solo”. Ed è anche la prima volta che, grazie alla Khoreia 2000 Castrovillari ha la possibilità di vivere un evento del genere. “La mia arte viene creata e distrugge. All’interno dei volti, ci sono rifiuti incastrati  e volti a ricordare che quello che noi buttiamo per terra resta… anche a livello di memoria”. Cristiano Quagliozzi è anche l’allestitore di una mostra detta “mostriciattola”. Si tratta di una serie di stampe di disegni personali. L’idea è nata un anno fa durante un’esperienza personale di Cristiano: “Ho fatto un viaggio a piedi da Roma a Pistoia. Zaino in spalle e portafogli vuoto. La scommessa era fermarsi dove capitava e allestire in ogni paesino in cui capitavo una mostriciattola per vedere se riuscivo a sostenermi solo con la mia arte. Ti dirò – aggiunge- sono tornato a casa con qualcosa in tasca. Ora, è diventato quasi un lavoro perché è continuato nel tempo”. Ci tiene Cristiano alla sua “mostriciattola” e nel congedarsi dice: “Vieni a vederla al Protoconvento, così scatti pure qualche foto, se ti va”.