Premio Roseto Capo Spulico XV edizione a Filomena Greco e Mons. Galantino

filomena greco-premio

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ROSETO CAPO SPULICO – La prima è impegnata da anni a promuovere il “senso della Calabria” attraverso la sua azienda di vini ed oli. Il secondo, soprattutto in occasione della venuta di Papa Francesco in Calabria, ha mostrato al mondo l’immagine bella della terra in cui presta il suo servizio pastorale, la Diocesi di Cassano all’Jonio. Filomena Greco, dell’azienda iGreco, e Mons. Nunzio Galantino, Vescovo della chiesa cassanese e segretario generale della Cei, sono stati premiati a Roseto Capo Spulico nel corso della XV edizione del riconoscimento che porta il nome della cittadina ionica. Sabato scorso nel centro storico del suggestivo borgo dell’alto Jonio cosentino, dove si è tenuta la cerimonia di consegna del Premio Roseto Capo Spulico XV edizione, che premia le personalità distintesi nel promuovere la Calabria fuori dai confini regionali, Filomena Greco e Mons. Galantino sono stati i protagonisti della serata condotta dal giornalista Francesco Straticò e realizzata dall’Amministrazione comunale guidata dal neo sindaco, Rosanna Mazzia che ha voluto connotare il Premio come una sorta di laboratorio di cultura e musica, dando spazio ad una esposizione di opere di artisti locali. «Per la nostra Azienda rappresentare un territorio attraverso il nostro olio ed il nostro vino è una consapevolezza forte e sentita. Nel proporci sul mercato diventiamo “Ambasciatori del territorio calabrese – spiega Filomena Greco – che si dice «onorata per il riconoscimento del lavoro svolto, una gratificazione per il percorso intrapreso da iGreco anche a beneficio di un territorio. Proporre la “Calabria che eccelle” è la strada giusta, perché da un lato l’immagine forte e peculiare di un territorio riverbera i suoi benefici sull’intera filiera turistica ed agrolimentare e dall’altro l’affermarsi dei prodotti contribuisce alla qualificazione di quel territorio.» Concetto questo sottolineato anche da Mons. Galantino, che sul palco ha ribadito la necessità di condivisione, rappresentando come il premio ricevuto appartenga a tutta la comunità, perché da soli non si può raggiungere nessun obiettivo.