
CASTROVILLARI – Sarà un Consiglio comunale importante che vedrà tra i punti all’ordine del giorno la vicenda legata al Consigliere di maggioranza Nicola Di Gerio rispetto all’affidamento del servizio di telecontrollo da parte del Comune alla cooperativa presieduta dallo stesso capogruppo del Pd in Consiglio. Ancora una volta è il coordinatore cittadino di Forza Italia Roberto Senise a ritornare sulla vicenda ed in particolare del Consiglio comunale di martedì prossimo che “
dovrà sancire le prese di posizioni del Sindaco e del Consigliere Di Gerio e non potrà che concludersi con le dimissioni di entrambi”. Secondo Senise la posizione di Nicola Di Gerio, nella sua duplice funzione di consigliere comunale e presidente di una società cooperativa, “è in netto conflitto d’interesse in quanto viola il principio di imparzialità, trasparenza e buon andamento che debbono caratterizzare l’azione amministrativa ai sensi dell’ex art 97 della Costituzione in quanto esiste contrasto ed incompatibilità, anche solo potenziali, fra soggetto e funzioni allo stesso attribuite”. Lo0 stesso Senise cita una recente sentenza del Consiglio di Stato dove “la Pubblica Amministrazione deve porsi al di sopra di ogni sospetto, indipendentemente dal fatto che la situazione incompatibile abbia in concreto creato o non un risultato illegittimo (Cons. Stato, sez. VI, 13 febbraio 2004, n. 563)”. Di Gerio, secondo Senise, “approvando il bilancio nel quale sono finalizzate le somme relative al finanziamento della sua cooperativa, non poteva non sapere visto che il servizio si stava espletando” , violando così “l’obbligo di astensione che deve assumere l’amministratore pubblico ogni qual volta una determinazione è in grado di riflettersi, positivamente o negativamente, sulla propria sfera giuridica comportando l’invalidità della manifestazione di volontà che ha concorso a formare, a prescindere dai vantaggi o dagli svantaggi che ne ha ricevuto e dalla legittimità o illegittimità del procedimento seguito” . Senise continua con un elenco di sentenze che vanno dal Tar della lOmbardia a quello della Sardegna del 2009 oltre a normative varie che mettono in risalto i ruoli degli amministratori ed eventuali conflitti di interesse o “anche solo in posizione di divergenza”. Secondo Senise Di Gerio si sarebbe dovuto astenere nei confronti di un atto che lo riguarderebbe personalmente. Adesso “deve assumersi le proprie responsabilità e deve dimettersi dal ruolo con cui ha infangato la credibilità e l’integrità morale insita nella figura di amministratore”. Il Coordinatore cittadino chiaramente rincara la dose in questo momento e chiede le dimissioni anche del Sindaco Lo Polito il quale, “per il suo comportamento elusivo non ha vigilato sull’acquisizione delle linee d’intervento deliberate dal commissario prefettizio, in cui venivano definiti “immotivati” i continui rinnovi del servizio alla stessa cooperativa prevedendo in bilancio le risorse per l’espletamento dello stesso”. La norma sul conflitto di interessi – sottolinea ancora Senise – si applica sicuramente ai dipendenti “operativi”, a maggior ragione andrà applicata anche agli organi ed uffici direttivi e di vertice (nonché ai dirigenti e amministratori pubblici, ossia ai componenti degli organi di amministrazione e controllo) , come si evince proprio dal richiamo all’art 7 del D.P.R. n. 62 del 2013, per indicare le ampie categorie di soggetti cui fare riferimento”. In particolare, “costituiscono situazione di conflitto di interesse quelle che determinano l’obbligo di astensione previste dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, 62”. Nicola Di Gerio “doveva astenersi dal votare in sede di approvazione di bilancio preventivo – conclude Senise – e la mancata vigilanza del Sindaco dell’atto deliberativo del commissario prefettizio (del. n.19 del 2015) ha precluso la possibilità ad un altro soggetto privato di partecipare all’erogazione dei servizi appaltati, avvantaggiando l’interesse della cooperativa di cui è presidente il cons. Di Gerio”.
L’azione amministrativa posta in essere conclude Senise – ha violato il principio di imparzialità, trasparenza e buon andamento ed ha costituito un minaccia al buon nome dell’amministrazione comunale di Castrovillari”.