
CASTROVILLARI – Sulla querelle politica che in questi giorni investe il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale e la maggioranza di governo guidata da Lo Polito interviene anche il segretario cittadino del Pd, Antonello Pompilio, bollando come «autorevole sciocchezza» la presunta «incompatibilità» del consigliere Di Gerio con la sua carica. L’ipotesi era stata formulata dal coordinatore cittadino di Forza Italia, Roberto Senise, citando alcuni articoli del Tuel. Ma per Pompilio «quando si affronta la lettura di un testo normativo bisognerebbe, innanzi tutto, leggerlo per intero prima di trarre conclusioni affrettate e rischiare di fare cattiva informazione oltrechè una magra figura». L’ultimo comma della norma invocata dal titolato esponente di Forza Italia – art 63 Dlgs 267/00 – dice che «l’ipotesi di cui al numero 2) del comma 1 non si applica a coloro che hanno parte in cooperative o consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri pubblici” Cioè, in soldoni, che la presunta incompatibilità denunziata non sussiste essendo la società in questione una cooperativa iscritta in pubblici registri. Oltrettutto la convalida degli eletti è una semplice delibera e non presuppone nessun giuramento. Così com’è un’autorevole sciocchezza il presunto conflitto d’interessi che riguarderebbe il capogruppo del PD perché lo stesso avrebbe votato il bilancio di previsione contente la previsione di risorse per il servizio di telecontrollo degli edifici pubblici. E’ come se il sottoscritto, quand’era consigliere comunale, avesse illegittimamente votato, perché in conflitto d’interesse, tutti i bilanci di previsione contenenti la previsione di risorse per incarichi legali da affidare all’esterno dell’ente». Pompilio spiega che «una cosa è la previsone – generale ed astratta – altro è il conferimento dell’incarico o del servizio che, nel caso in questione, è atto del funzionario. Non c’entrano nulla giunta e consiglio. Né tantomeno qualcuno può onestamente sostenere che l’individuazione della ditta affidataria del servizio di telecontrollo sia in qualche modo collegabile alla presenza, al governo della città, d’un legale rappresentante di quella ditta, capogruppo del partito di maggioranza relativa: si tratta d’un affidamento che si rinnova o proroga da circa un ventennio, dopo una regolare gara. Così come per molto, troppo tempo, sono stati prorogati altri affidamenti di impianti pubblici per cui, finalmente, si stanno o si sono espletate le gare». La questione per il segretario Pd è invece un’altra ed è legata alla questione degli affidamenti sotto soglia, che lascia un ampio margine di discrezionalità ai funzionari che, ovviamente, ne rispondono in prima persona. «Vogliamo limitarlo? Siamo apparentemente tutti d’accordo, fermo restando che un funzionario responsabile debba avere gli strumenti per operare in caso di urgenza. La soluzione è piuttosto semplice: a chi spetta esercitare il potere d’indirizzo e controllo? Sbaglio o spetta al consiglio comunale? Se è così il consiglio comunale esercita male le sue prerogative. Le esercitano male gli esponenti della maggioranza, e di ciò dobbiamo fare ammenda e migliorare, ma le esercitano peggio, soprattutto il controllo ch’è prerogativa delle opposizioni, queste ultime». Dunque si lascino perdere le «dimissioni, la vergogna ed altre amenità del genere che, per dirla tutta, riguarderebbero proprio chi le invoca ed occupiamoci dell’amministrazione della città: chi governa pensi a governare correttamente, come sta facendo, consapevole che esistono obiettivi margini di miglioramento e, soprattutto, chi deve fare opposizione e controllare l’operato dell’amministrazione lo faccia per tempo e su questioni sostanziali. Senza ignobili strumentalizzazioni».