CASTROVILLARI – Il consigliere comunale, nonchè capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Nicola Di Gerio, si trova ad essere anche il presidente della cooperativa che gestisce il telecontrollo degli edifici pubblici del Comune. Questione per la quale insorge un «gigantesco conflitto di interesse» per il quale il coordinatore locale di Forza Italia, Roberto Senise, ne chiede le «dimissioni» come «atto dovuto». Il caso politico che investe la maggioranza di Domenico Lo Polito – sottolinea Senise – dimostra come «il capogruppo del PD Di Gerio ha mentito sotto giuramento nel primo consiglio comunale in fase di dichiarazione di ineleggibilità ed incompatibilità, mentre il sindaco e tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione, chi lo sapeva ha taciuto». Oggi quella situazione di ineleggibilità lo rende «incompatibile con il suo ruolo». In sede di esame di condizione degli eletti (art. 41 Dlgs 2000, n. 267) è attribuito al consiglio comunale il potere-dovere di controllare se nei confronti dei propri membri esistano condizioni ostative all’esercizio delle funzioni, qualora la causa di incompatibilità insorga successivamente all’elezione deve essere attivato il procedimento di contestazione secondo la procedura contenuta nell’articolo 69 del D.Lgs. 267/2000. Il consiglio qualora venisse a conoscenza del verificarsi di una situazione prevista dalla legge come causa di incompatibilità, è tenuto a contestarla – cita Senise – all’amministratore interessato, al quale tuttavia è riconosciuto il diritto di formulare osservazioni per dimostrarne l’insussistenza o, in ogni caso, un termine adeguato per procedere alla rimozione della stessa. Oggi «tutti lo sanno e nessuno può far finta di non sapere ed i consiglieri comunali devono essere consequenziali in quanto il loro ruolo è di indirizzo e controllo». Secondo le normative vigenti il capogruppo Di Gerio è «incompatibile perché amministratore in qualità di Presidente, quindi con con poteri di rappresentanza direttamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell’interesse del Comune, in una cooperativa volta al profitto di privati, sovvenzionata dal Comune». Ma Senise non si ferma alla citazione delle norme ma punta il dito sulla «superficialità, l’arroganza e la sciatteria di un’amministrazione allo sbando» ricordando che la nota dell’Autorità Nazionale Anticorruzione firmata dal Presidente Raffaele Cantone, in riferimento alle cause di incompatibilità previste dall’art. 63 del TUEL volte a prevenire le situazioni di conflitto di interessi in capo ai titolari di cariche elettive attraverso l’individuazione di posizioni o di situazioni come quella in cui si è venuto a trovare il capogruppo Di Gerio consigliere comunale e Presidente di una società cooperativa, riporta che in casi come questo «vi è sempre l’obbligo di astensione qualora vengano a trovarsi in posizione di conflitto, in quanto portatori di interessi personali, diretti o indiretti, in contrasto potenziale con quello pubblico». Senise continua. «Mi pare che Di Gerio abbia votato il bilancio al cap. 1044/ uscite-bilancio anno 2017 dove sono destinate le risorse per il servizio di telecontrollo degli edifici comunali ed assegnate al settore di cui proviene la determina in favore della cooperativa di cui lo stesso è Presidente e di trovarsi nello stesso tempo ad assume il ruolo di controllore e di controllato, di sovvenzionante e di sovvenzionato. Una vergogna senza confini di cui il Sindaco ne dovrà tranne le dovute conseguenze».