
CASTROVILLARI – Sono stati arestati nei giorni scorsi per il reato di incendio doloso. Si tratta di due persone di Rossano, P. C., di 41 anni, e G. B. , di 23, di Rossano già noti alle forze dell’ordine, sorpresi dal personale della Polizia di Stato del Commissariato di Rossano mentre con l’ausilio di un accendino davano fuoco ad una superficie boschiva a ridosso del Torrente Citrea. I due uomini sono stati notati durante un servizio di controllo della Polizia e colti in flagranza mentre davano fuoco a delle sterpaglie secche. Le fiamme alimentate dal forte vento si sono subito propagate sul terreno. Provvidenziale l’intervento delle squadre di Calabria Verde allertate dal personale di Polizia che in breve hanno spento l’incendio che ha interessato una superficie boschiva di 1500 m2. Catalano e Barbieri, dopo la convalida, sono stati tradotti in carcere. I dettagli dell’operazione sono stati oggi illustrati durante una conferenza stampa tenutasi presso la Procura di Castrovillari dal procuratore capo Eugenio Facciola, dal Questore di Cosenza Giancarlo Conticchio e dal dirigente del commissariato Raffaele De Marco.”Sotto la cenere c’è tanto. Non è solo chi va ad appiccare il fuoco, negli anni siamo abituati a registrare durante il periodo estivo tali fenomeni” ha affermato il Procuratore Facciolla- . Un fenomeno che ora è più ampio – ha continuato il numero uno della Procura castrovillarese – “e che ha interessato zone del nostro territorio, molto ricche di aree boschive che sono andate drammaticamente distrutte. Ci vorranno 50 anni per ripristinare ciò che è andato distrutto. Abbiamo avuto circa 7800 incendi e ciò dà l’idea della dimensione del fenomeno. Non è solo un episodio sporadico di piromani, ma c’è dell’altro, soprattutto in riferimento ad alcune zone come per esempio Longobucco” afferma ancora Facciolla che evidenzia i problemi annessi ora agli incendi. “Ora subentra il problema legato al recupero del legname, perché comunque deve essere eliminato dal bosco. Ovviamente legname che interesserà privati e ditte boschive, come è giusto che sia, per cui hanno interesse ad accaparrarselo attraverso le procedure previste dalla legge. Non è solo un problema legato agli incendi ma anche ciò che vi è dietro che muove una serie di interessi economici”. Gli incendi provocano danni ai terreni che vengono così vincolati dalla legge 353 del 2000. Come nel caso dei pascoli. “Vi è anche un altro aspetto legato agli incentivi, ai pascoli che vengono affidati, anche questo è un territorio scivoloso perché vi sono ditte interessate che perdono il controllo dei pascoli, per cui è un panorama molto variegato su cui lavorare. Per fortuna il mio ufficio, già nei mesi scorsi, aveva attivato indagini e non ci hanno colto alla sprovvista i fenomeni che abbiamo registrato quest’estate. Siamo fiduciosi di fare chiarezza quanto prima su quello che è accaduto”. Solo le forze dell’ordine però non possono arginare un fenomeno che quest’anno ha raggiunto superfici record. “Il cittadino deve collaborare sempre, anche quando vede che i boschi non sono pattugliati, ditte che fanno movimenti di legname, il cittadino deve essere collaborativo anche per quei fenomeni che non si vedono” afferma ancora Facciolla che ad una precisa domanda sull’organizzazione del servizio antincendio risponde per ciò che concerne il suo operato. “Questo è un problema che non sta a me analizzare. Io rilevo ciò che vedo attraverso i miei operatori. Il Corpo Forestale dello Stato ha svolto negli anni un’opera significativa di prevenzione e controllo delle aree boschive. Questa attività doveva passare ad altri con una sorta di sistema misto, tra Carabinieri Forestali e Calabria Verde. Qualcosa non ha funzionato. Calabria Verde ha delle responsabilità sul piano di organizzare il personale sul territorio. Il coordinamento è un problema loro, per cui io mi fermo qui, io mi occupo di ciò che verifico, è chiaro che se ci sono responsabilità di qualcuno emergeranno sicuramente”. Facciolla va a fondo sugli incendi e soprattutto evidenzia i gravi danni che provocano al territorio. “C’è un problema che deve essere affrontato. Abbiamo un territorio a grosso rischio idrogeologico, ora quel rischio è aumentato visto che non ci sono più migliaia di ettari di bosco”. Ed è questo un punto fondamentale da temere. Quanto accaduto a Rossano durante l’alluvione è l’esempio lampante di un territorio aggredito dall’uomo che lo stesso Procuratore ha rimarcato. Il Questore Conticchio plaude ai suoi uomini per l’operazione portata a termine. “Solo grazie alla loro presenza sul territorio siamo riusciti ad arrestare i due. La prevenzione paga e in questo caso ha pagato e ha dato un ottimo risultato perché c’era bisogno di assicurare alla giustizia piromani che avevano incendiato un posto meraviglioso. La provincia di Cosenza, nel corso dell’estate, è stata veramente martoriata. I boschi hanno subito danni irreparabili e con la prevenzione qualcosa si è riusciti a fare”. Il Questore, alla fine, ha lanciato un appello ai cittadini “Segnalateci le situazioni particolari. Noi abbiamo bisogno delle vostre segnalazioni. Voi cittadini ci dovete dare la linfa vitale. L’ossigeno è di tutti , il bosco è di tutti aiutateci a difenderli”.