Candidatura di Castrovillari per l’Ecodistretto della differenziata. Insorgono le civiche

italcementi

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CASTROVILLARI – «L’unico futuro che Lo Polito & soci prevedono per Castrovillari è nei rifiuti». E’ il nuovo affondo dell’associazione Solidarietà & Partecipazione nei confronti dell’amministrazione comunale che si vorrebbe proporre alla Regione «come porto di approdo di tutta la spazzatura prodotta in Provincia di Cosenza». La proposta di allocare a Castrovillari un ecodistretto per la gestione e la valorizzazione della raccolta differenziata era in discussione nell’ultimo consiglio comunale, ma il punto è stato rimandato proprio per consentire alla commissione consiliare deputata di confrontarsi sulla candidatura della città. «E’ paradossalmente drammatico che chi ha dimostrato, nei fatti, l’incapacità di gestire i propri rifiuti, ammucchiati ad ogni angolo di strada e in ogni viottolo di campagna, e ha lasciato la città nell’incuria più totale, adesso rilanci chiedendo i rifiuti di tutta la Provincia» scrivono le liste civiche. Quella di Lo Polito e della sua amministrazione è «una manovra dai contorni oscuri e sinistri, tendente a mettere tutti di fronte al fatto compiuto». La Regione Calabria il primo settembre ha fatto pervenire ai comuni dell’Ato 1 la richiesta di candidature per allocare nei territori un Ecodistretto previsto nel Piano regionale dei rifiuti. Ma per Solidarietà & Partecipazione questa scelta di candidare Castrovillari per accogliere l’ecodistretto nell’area dell’Italcementi è «pericolosa per la vivibilità stessa della città: puzza assicurata a tutte le ore, intollerabile col caldo. Ma pericolosa anche per la salute, soprattutto quella dei bambini, delle donne in gravidanza, degli anziani fragili, dei malati cronici. E, non certo da ultimo, dannosissima per le attività economico-produttive e dunque per i posti di lavoro. Garantito, anzitutto, un calo di valore di immobili e terreni in un’ampia area attorno agli impianti di trattamento (circa il 30% in meno); e poi crisi assicurata per addetti alla ristorazione, alla attività ricettive (albergazione), alla filiera di produzione (caseifici, trattamento carni, produzioni vitivinicole e olearie) e distribuzione agro-alimentare, al turismo». L’ipotesi – che non è stata discussa in consiglio comunale per la richiesta di rinvio del punto all’odg – prevede anche la ricollocazione eventuale di personale in forza all’Italcementi. Ma per le civiche questo punto è un paravento dietro il quale l’amministrazione nasconde le sue reali intenzioni parlando della «necessità di tutelare il lavoro degli attuali addetti al cementificio». Scelte di questo tipo – l’allocazione dell’impianto nell’area confinante con il parco del Pollino – «penalizzerebbe gravemente e irreversibilmente tutti. A cominciare dagli addetti al cementificio. Se Lo Polito si illude di scatenare una “guerra tra poveri”, all’unico scopo di perseguire i suoi interessi, si sbaglia. E di grosso».