
CASTROVILLARI – Tutto ebbe inizio con un servizio della trasmissione “Le iene” nel 2010. Simona Miceli all’epoca lavorava per il sindacato della Cgil e denunciò una serie di diritti negati che provocarono indignazione e costrinsero alle dimissioni l’allora segretario comprensoriale generale della Cgil Pollino – Sibaritide – Tirreno, Orlando Bonadies. Iniziò un lungo iter processuale, parallelamente alal vicenda che mediaticamente fu una boomerang per il sindacato che doveva tutelare i lavoratori ed invece – questa era la denuncia della lavorante – li sfruttava. Simona Miceli fu accusata del reato di calunnia ma ieri, il giudice Anna Maria Grimaldi, l’ha assolta con formula piena ponendo fine a quella triste pagina. Alla fine del procedimento il giudice ha accolto la tesi difensiva dei due legali della donna, Vincenzo Belvedere del foro di Cosenza e Claudio Cavaliere del foro di Paola. A prevalere è stata dunque l’interpretazione dei fatti fornita dalla coppia di avvocati che hanno particolarmente insistito, nel caso specifico della querela, sulla percezione delle frasi rivolte alla donna dall’ex segretario generale; e dalla lettera di licenziamento che dimostra come la data di convocazione dell’imputata da parte del segretario Bonadies fosse anteriore rispetto a quanto sostenuto dalla difesa di parte civile. Questi elementi, nella ricostruzione e interpretazione dei fatti, comporterebbero delle lacune e incongruenze nel capo di imputazione formulato dalla pubblica accusa. «Siamo compiaciuti – dicono Belvedere e Cavaliere – per aver assistito ad un agognato giusto risultato, trionfo della giustizia».