8 marzo di festa e di lotta. Sit-in per la difesa del consultorio

locandina sit in consultorio

locandina sit in consultorioCASTROVILLARI – «Il diritto alla salute in senso lato di una Comunità composita di minori, uomini, donne, anziani, disabili, stranieri non può costituire oggetto di graduali revisioni o parziali falcidie, neanche in ragione di inadeguate azioni di spending review, in un Paese ad alto spessore culturale, civile e democratico come il nostro». Con questo inciso il circolo del partito Democratico di Castrovillari, i giovani democratici e la sezione locale del partito socialista italiano, lanciano l’invito alla cittadinanza a partecipare al sit-in organizzato nel giorno della festa delle donne – l’8 marzo – nei pressi del consultorio familiare, da mesi orfano della figura del ginecologo. Secondo gli organizzatori della manifestazione «non sono, infatti, poche le recenti criticità che hanno interessato il territorio: dalla chiusura del reparto di ortopedia-traumatologia (ora in fase di riapertura), alla carenza di figure specialistiche in chirurgia generale; dal sotto-dimensionamento dell’organico nella divisione di ostetricia-ginecologia, al ridimensionamento del reparto di gastroenterologia, di quello di otorino-laringoiatria, oculistica, trasfusione, oncologia e del laboratorio analisi. Non da ultima si segnala la gravissima carenza di personale che ha interessato anche il consultorio familiare di Castrovillari, struttura multidisciplinare socio-sanitaria di prima istanza, che sin dal 1982, in perfetta complementarietà al diverso reparto di ginecologia preventiva territoriale, ha fornito servizi di accoglienza, prevenzione, informazione ed educazione in campo sociale, sanitario e psicologico all’interno della nostra cittadina ed a tutto il comprensorio territoriale circostante, grazie alla coraggiosa lungimiranza e sensibilità delle rappresentanze ed alle lotte femministe dell’epoca». Servizi che – ribadiscono Gd, Pd e Psi – «necessitavano e necessitano della figura dello specialista ginecologo di riferimento, per come previsto dalla legge istitutiva dei consultori e dalla legge sulla procreazione responsabile, di cui il presidio è privo ormai da lungo tempo». Nello scorso anno il consultorio non è stato in grado di assicurare nessuna prestazione ginecologica risetto alle 3.000 fornite negli anni precedenti. Numeri al ribasso che hanno « indotto e costretto l’utenza più disparata alla privatizzazione del rapporto medico-paziente e spesso alla desolante rinuncia di tutela della propria salute da parte di gran parte della popolazione».